giovedì 5 maggio 2016

Giriamo pagina!





Due anni di riflessioni, studio e scrittura per cercare di comprendere i motivi della crisi politica che stiamo vivendo e immaginarne una via d'uscita. Il risultato è questo libro, per il momento disponibile solo in versione eBook. Ve lo potete procurare alla modica cifra di 5 euro e 99 sul sito di Ultima Books e in tutte le principali librerie onlineAmazonIBSFeltrinelliGoogle Play Store eccetera. Per la versione cartacea ci sarà da attendere un po'. Appena sarà pronta vi informeremo qui e sulla nostra pagina Facebook.
Qui sotto pubblichiamo la presentazione del libro dalla quarta di copertina, quella interna, l'indice delle varie parti del saggio e i profili degli autori. Buona lettura.


La quarta di copertina
All’indomani delle rivoluzioni americana e francese la borghesia delle nascenti repubbliche, per tenere lontana qualsiasi forma di democrazia (ritenuta pericolosa quanto inefficace) e impedire così che il potere appena strappato dalle mani di re e aristocratici finisse nelle mani del popolo, scelsero come sistema di governo quello rappresentativo basato sulle elezioni. Un sistema che produce oligarchie, ma al quale fu quasi subito appiccicato il termine di “democrazia”, cioè proprio quello del genere di governo che si era voluto evitare. Da questo equivoco nasce buona parte dei guasti della politica coi quali ci confrontiamo ai nostri giorni: partiti-chiese impegnati in una interminabile guerra per bande per la conquista del potere, politici professionisti interessati solo alla propria carriera, corruzione diffusa, impotenza dei parlamenti e scelte di governo calate dall’alto dal mondo dell’imprenditoria e della finanza si tengono inestricabilmente in un sistema marcio e malato che ha smesso da tempo di dare i pochi, buoni frutti che solo casualmente è stato capace di produrre. è dunque ora di passare ad altre modalità per scegliere i nostri/le nostre rappresentanti. Non c’è bisogno di inventare niente. La storia ci soccorre con le parole di Aristotele relative al sistema in uso nell’Antica Grecia, cioè il sorteggio: “eleggere è un modo di procedere oligarchico, mentre è democratico tirare a sorte.” Ma è possibile applicare alla complessa società moderna questo strumento utilizzato in passato nel ristretto della Città Stato di Atene, in alcuni Comuni italiani, o nelle città spagnole della Corona D’Aragona? Sulla base delle esperienze di James Fishkin, di Terril Bouricious e degli studi di Yves Sintomer e David Van Reybrouck, gli autori di questo esaustivo saggio sostengono di sì. E spiegano come.


La presentazione interna
Ci abbiamo provato.
In anni giovanili e nella piena maturità.
Ci siamo “sporcati le mani” militando in partiti, movimenti e associazioni; partecipando a congressi, assemblee e convegni; organizzando eventi e cortei; andando in piazza, sui giornali, in tivù e su internet.
Alla fine abbiamo capito che era assolutamente inutile.
Finché la politica sarà ostaggio dei partiti all’interno di un sistema falsamente democratico come quello elettivo, il cittadino non conterà niente. Lo aveva ben chiaro lo scrittore Samuel Langhorne Clemens, più noto come Mark Twain, quando scriveva: “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare”. Era lampante anche per Simone Adolphine Weil che già più di sessant’anni fa dichiarava recisamente: “Non abbiamo mai conosciuto nulla che assomigli, neppure da lontano, a una democrazia. Nella cosa a cui attribuiamo questo nome, in nessun caso il popolo ha l’occasione o i mezzi per esprimere un parere su alcun problema della vita pubblica.”
Fino a quando la politica sarà soltanto un modo di far carriera, le scelte si continueranno a fare sopra la testa dei cittadini e nell’esclusivo interesse di professionisti che pensano solo a sé stessi. Ce lo ha insegnato la storia che il professionismo non ha mai giovato alla gestione della cosa pubblica. Tutti ricordiamo le celebri invettive di Petrarca e Machiavelli contro le milizie mercenarie. Altro tema, si dirà, ma il nocciolo è lo stesso: i professionisti conoscono la tecnica, ma non ci mettono il cuore; i professionisti pensano soprattutto al denaro, e i loro interessi non sono quelli della comunità che li stipendia. Ma basta il cuore, per prendere le decisioni migliori per il governo di un paese? John Dewey, in “Comunità e potere”, sembra rispondere positivamente a questo dubbio: “Chi calza la scarpa sa meglio del calzolaio esperto se questa gli fa male e in che punto gli fa male, anche se quest’ultimo è il miglior giudice di quello che si deve fare per rimediare”. E aggiunge: “La distanza che divide una classe d’esperti dagli interessi comuni è inevitabilmente così notevole che questa diventa una classe avente interessi privati e una conoscenza privata, che nelle questioni sociali non è affatto conoscenza.”
Resta da domandarsi se esista, un modo di fare politica diverso dall’attuale guerra per bande; un sistema che metta, per la prima volta nella storia, il governo della cosa pubblica davvero nelle mani dei cittadini, di ogni cittadino e cittadina, realizzando finalmente una reale democrazia.
Noi crediamo di averlo trovato.


L'Indice

Presentazione

Introduzione

Prima parte
Lo stato delle cose
1. Come si sta
2. Come ci siamo arrivati
3. Ma quanto mi costi!

Seconda parte
La democrazia che fu
1. Antica Grecia
2. Antica Roma
3. Firenze, Venezia, Corona d’Aragona
4. Impero e monarchie
5. Rivoluzioni americana e francese
6. Socialismo e Comunismo
a) La Comune di Parigi
b) L’Unione Sovietica
c) La Cina
d) Cuba

Terza parte
Il grande inganno
1. Vade retro, democrazia
2. Come l’oligarchia cominciò a chiamarsi democrazia
3. Partiti e Religione

Quarta parte
Il ritorno del sorteggio

Quinta parte
Come è cambiato il mondo, come siamo cambiati noi
1. Ambiente, limiti dello Sviluppo, Decrescita
2. Un popolo di consumatori

Sesta parte
Quale democrazia
1. Democrazia, aristocrazia, oligarchia
2. Le proposte in campo
a) Strumenti di Democrazia Diretta
b) Democrazia a sorte
Proposta Flores D'Arcais
Proposta professori catanesi
Proposta Testa/Calenda-Ainis
Proposta Callenbach-Phillips
Proposta Sintomer
Proposta Buchstein
Proposta “Democrazia continua”
Proposta “Isocrazia”
Proposta Rancière
Proposta Van Reybrouck-Bouricius
Proposta “Democrazia Davvero”

Conclusione

Ringraziamenti

Gli autori

Letture consigliate


Gli autori

Marcello Toninelli è nato a Siena il 25 giugno 1950. Scrittore, autore di fumetti e giornalista, ha esordito professionalmente all’età di 19 anni pubblicando sulla rivista Off Side “Dante”, parodia a strisce umoristiche della Divina Commedia. Dopo tre anni da bancario si è dedicato esclusivamente alla scrittura e al disegno collaborando con le principali case editrici italiane, da Fabbri a Mondadori, a Universo, a Bonelli. Nel 1985, insieme ad alcuni colleghi, ha fondato il trimestrale di fumetti Fox Trot, poi trasformato in Fumo di China, prima rivista di informazione e critica su fumetti e animazione. Dal 1990 collabora con la San Paolo Periodici pubblicando con successo parodie a fumetti dei classici della letteratura e alcune serie di vario genere sul settimanale per ragazzi il Giornalino, e vignette su Famiglia Cristiana. Sempre con la tecnica delle strisce umoristiche ha realizzato la biografia di Mussolini, apparsa su Storia Illustrata, e quella di Berlusconi, pubblicata da Cartoon Club Editore. Per Gazzenda, agenda della Gazzetta dello Sport, ha creato i personaggi del transessuale Tinì Trantran e del ciclista playboy Rocco Cipolla, e su Fumo di China sta pubblicando “Renzo & Lucia, i Promessi Sposi a fumetti”. I suoi lavori sono stati pubblicati in Spagna da Norma Editoriale, in Norvegia da Transfe:r Forlag, in Canada dalla rivista trilingue Panoramitalia, e in Turchia dall’editore 1001 Roman.
Gli sono state dedicate mostre personali in occasione delle principali Convention del settore e ha ricevuto numerosi premi per la sua attività.
È stato chiamato a parlare del suo “Dante” in due università canadesi, in varie sedi norvegesi dell’Associazione Dante Alighieri, oltre che in varie località italiane in occasione del Settecentocinquantennale della nascita del Sommo Poeta.
Ha pubblicato i romanzi “S’i’ fosse Morte...”, “Il pianeta scomparso” e “Darkiller”.
Ha collaborato con articoli e vignette ai quotidiani Gazzetta dello Sport e Corriere di Livorno, e al giornale online QuiLivorno.
È stato iscritto al Partito Radicale negli anni Settanta e, recentemente, è stato attivista del nodo territoriale livornese dell’Alleanza per il Lavoro, i Beni comuni e l’Ambiente. Nel 2013 ha fondato con Maila Nosiglia e altri l’associazione politica Cinque e Cinque.


Maila Nosiglia è nata a Livorno il 12 luglio del 1953. Laureata in Lettere con lode all’Università di Pisa, ha insegnato per 35 anni nella scuola superiore statale.
Diplomata nel 1970 alla scuola di dizione e recitazione del Centro Artistico labronico Il Grattacielo, ha recitato per diversi anni nell’omonima compagnia stabile. Con altri, ha fondato successivamente la Compagnia Spazioteatro esibendosi al Teatro La Goldonetta e debuttando, nel 1978, nella regia. Nei due anni successivi è entrata alla Bottega del Teatro di Firenze fondata e diretta da Vittorio Gassman recitando con lui al La Pergola, prestigioso teatro del capoluogo. Nel 1981 ha firmato la regia di un testo di Giorgio Fontanelli, “A Livorno, quel gennaio del ‘21”, andata in scena al teatro Goldoni della sua città. Nel 1999 ha fondato l’Associazione culturale Ensemble e, tra il 2005 e il 2006 è stata autrice e conduttrice de “Il dito nell’occhio”, programma di critica di costume in onda sull’emittente locale Radio Fragola. Ha scritto opere teatrali, condotto trasmissioni radiofoniche, vinto competizioni canore, tenuto corsi di dizione e recitazione e prestato la sua voce in numerosi readings.
Dall’ottobre 2013 al dicembre 2015 è stata Coordinatrice responsabile della Università 50 & Più di Livorno, fondandone la Compagnia teatrale e mettendo in scena una riduzione di “Processo a Gesù” di Diego Fabbri.
Nel 2015 è stata tra i fondatori dell’Associazione Liberi Scrittori (A.L.A.) e nel gennaio 2016 ha dato vita alla compagnia Libereparole con la quale ha portato sul palco con la messinscena di Fabio Vannozzi i due atti de “La buona scuola”, di cui è autrice.
È stata segretaria di sezione di Rifondazione Comunista e, successivamente, ha partecipato all’attività dell’Italia dei Valori di Livorno. Nel 2013 ha fondato con Marcello Toninelli e altri l’associazione politica Cinque e Cinque.


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