giovedì 6 aprile 2017

Una risata ci sta seppellendo



Ma come si fa a prendere ancora sul serio questa politica, ogni giorno più ridicola?

Mentre in Francia una beffarda casualità fa schierare contro l'indefessa Le Pen un quartetto che sembra uscito dalle pagine di Tintin (Macròn, Fillòn, Hamòn e Melenchòn), in Italia le prime pagine dei giornali registrano ossequiosamente la comica della scelta del segretario del Partito Democratico, con i risultati (diversi) forniti dai comitati dei tre candidati anziché dal partito.

I quattro "Dupòn" dalle pagine del classico della bande dessinée francese Tintin...



...e i quattro (più una) "candidatòn" alla presidenza in Francia.

Nelle settimane precedenti l'opposizione antirenziana aveva abbandonato il PD creando un nuovo partito, il DP. Nel partito, dove sono dunque rimasti praticamente solo i renziani, guarda caso quel 50/60% di iscritti recatosi alle urne ha votato a maggioranza... Renzi! Incredibile, no? Ora la parola passa ai gazebo, dove il partito riscuoterà la "tassa" dei due euro coi quali tenta da diversi anni di mettere riparo alla continua erosione delle quote di tesseramento in inarrestabile diminuzione.
Tutto questo viene naturalmente vissuto come un momento di "democrazia", come se scegliere da un menu prefissato di candidati autonominatisi fosse un modo per esprimere la volontà popolare. Ci dispiace per tutti i sostenitori di questa ingenua visione: la Democrazia non è scegliere da un menu deciso da altri, ma decidere il menu.

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